ROMARCHITETTURA

 1° premio per la valorizzazione
 dell'architettura contemporanea nel Lazio

 
Premio LUDOVICO QUARONI alla carriera

premio all'architetto Luigi Pellegrin


nato a Courcelette (Amiens - Francia) il 21/04/1925.

Importante è stato il suo contributo diretto alla cultura architettonica.

Da quasi mezzo secolo si dedica alla ricerca, all'invenzione, alla progettazione e alle realizzazioni di un habitat migliore per l'uomo, devolvendo contemporaneamente gran parte del suo tempo e della sua energia all'insegnamento e alla divulgazione della conoscenza acquisita.




Discorso di Manfredi Nicoletti per la consegna a Luigi Pellegrin del Premio alla Carriera istituito dall’Ordine degli Architetti di Roma e dall’IN/ARCH Lazio.


Il motivo del premio alla carriera conferito a Luigi Pellegrin è riassumibile in due sole parole:

Scienza e Artisticità

un binomio che questo “solitario ricercatore”, come ebbe a definirlo Tafuri nella sua “Storia dell’Architettura Italiana” ha esplorato per quasi 50 anni e ancora esplora con singolare intensità attraverso costruzioni, progetti e utopie, un impegno che, secondo Renato Pedio, è “inestinguibile e quasi religioso, spaziando dagli aspetti più lirici a quelli più brutalmente pratici della Professione d’Architetto”.

Scienza e Artisticità. Non è un caso che tali valori siano oggi portati alla ribalta e premiati attraverso la personalità di Pellegrin. E’ proprio in questi valori che l’autorevole rivista internazionale “The Architectural Review” individua il contributo più significativo nel XX secolo dovuto a una ristrettissima minoranza di architetti.

Questi valori - Scienza e Artisticità - che costituiscono l’essenza prima dell’Architettura - sono oggi schiacciati da realtà ad essi totalmente estranee se non ostili. Questi fenomeni sono, tra l’altro, la globalizzazione, il culto per l’efficientismo senza volto delle multinazionali della progettazione, la valutazione della qualità affidata a indicatori come il volume d’affari o il numero di computer, l’indifferenza verso il contesto fisico, umano e storico o il trionfo della mediocrità e dell’acritico star system quale garanzia d’affarismo e di consenso politico.

Questo premio ha dunque una motivazione che va ben al di là della persona ma che proprio nella persona di Luigi Pellegrin riconosce la necessità di una tensione oggi decisamente controcorrente.

Pellegrin inizia la sua carriera di architetto/realizzatore all’inizio degli Anni 50. Ma la sua vocazione è assai precoce. Nato da una famiglia di solidi costruttori friulani, all’età di 5 anni è condotto dal padre, una domenica mattina, a vedere le fondazioni di un edificio che egli faceva con Brasini. E’ la prima rivelazione. Per altri cinque anni il giovane Pellegrin, ne seguì, affascinato la costruzione e costruì nel contempo una sua idea di architettura che più tardi così riassumerà:

“L’architetto non è una figura professionale, è un’entità scelta dal gruppo sociale per visualizzare e costruire il livello di qualità raggiunto da quel gruppo; l’organismo realizzato funzionerà allora da incubatrice, organizzando in scambi positivi i conflitti reali del momento”.

Si iscrive tardi alla Facoltà di Architettura di Roma. A 21 anni. Poi va negli Stati Uniti prima a New Orleans e poi a Chicago e qui ha la sua seconda rivelazione. Conosce l’opera di Sullivan e di Wright da cui assorbe, per sempre, indelebilmente, il senso della spazialità, della tecnologia e quello missionario della professione d’architetto.

Sino alla fine degli Anni ‘70 Pellegrin realizza circa 300 edifici, di cui 200 scuole; molte delle quali costruite utilizzando uno dei 14 brevetti per sistemi di prefabbricazione da lui inventati. Uno di questi edifici è dichiarato “monumento nazionale”. Lavora anche all’estero in Venezuela, Nigeria, Ciad, Spagna, Senegal, Arabia Saudita. Dagli Anni ‘80 si occupa essenzialmente delle grandi pianificazioni a scala urbana e regionale con l’idea di eliminare la separazione tra Architettura e Urbanistica. Collabora con Rogers e Halprin al piano per Novoli a Firenze, elabora il master plan per le FS di Roma e poi altri piani per Torino, Siracusa, Sant’ Antonio in Texas e altri in Venezuela e altrove.

Così ne parla un suo giovane allievo:

Da quasi mezzo secolo egli si dedica alla ricerca, all’invenzione, alla progettazione e alla realizzazione di un habitat migliore per l’uomo.

Contemporaneamente, prima come docente universitario ed ora come maestro, devolve gran parte del suo tempo e della sua energia all’insegnamento e alla divulgazione della conoscenza acquisita. Questo per quanto riguarda il suo contributo diretto alla cultura architettonica. Inoltre: la sua serietà, il suo impegno ed il suo coraggio sia da un punto di vista professionale che da quello umano, sono un esempio per chiunque intraprenda la carriera dell’Architetto.

Castel Sant’Angelo, Roma 8 Ottobre 2000.
con il patrocinio di
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e alla collaborazione della
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